In questi giorni, giustamente, siamo tutti tristi e affranti dal disastro che ha provocato un terremoto di magnitudo 5.9 la notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio nelle zone emiliane. I giornali, i telegiornali non fanno altro che raccontare queste vicende: molti gli sfollati, che vengono accolti nelle tende allestite dalla protezione civile, oppure nelle palestre; inoltre vengono mostrate immagini di palazzi crollati o della Torre dell'orologio di Finale Emilia in continuazione, di famiglie che per paura dormono in macchina, di volontari che aiutato le famiglie che hanno perso o non riescono a recuperare i loro beni, di forze dell'ordine che evitano il fenomeno dello sciacallaggio. Insomma immagini tristi.
Adesso, però, c'è il rischio di commettere il solito errore, cioè che i Tg e i giornali continuano a parlarne solo fino a quando la notizia è "nuova", ma nel momento in cui non è più la novità del momento basta, il terremoto è come se non ci fosse stato. E invece no! I problemi continuano a esserci per le persone colpite, che rimangono senza casa, senza più nulla, e spesso anche senza i propri cari. E credete che andando sul luogo e promettendo che il disastro sarà risolto in pochi giorni serva e funzioni a qualcosa!? No, sbagliato! E lo dimostra la situazione de L'Aquila dove tutt'oggi molte famiglie rimangono senza una casa, senza la tranquillità quotidiana, nonostante qualcuno fosse andato sul posto e avesse promesso una ricostruzione immediata. Si pochi palazzi nuovi, che non bastavano nemmeno per metà delle persone rimaste senza casa.
Ricordiamoci che anche se i media non ne parlano più, i terremotati rimangono terremotati per molto tempo, purtroppo! E come possiamo ricordarci? Secondo me anche alzando di poco il prezzo della benzina per 1 mese, magari, così tutti noi italiani possiamo contribuire, oppure devolvere parte del costo di essa alle popolazioni colpite dal terremoto!
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